Quando la Giustizia Fai-da-Te diventa modello - il rischio della Legge del Taglione tra i giovani

Quando la Giustizia Fai-da-Te diventa modello: il rischio della “Legge del Taglione” tra i giovani

La spettacolarizzazione della violenza e della vendetta nei media e nei social altera la percezione dei giovani, favorendo modelli emulativi che minano la funzione educativa degli adulti e il principio della giustizia condivisa

​Episodi di sconcertante gravità, veicolati e amplificati dai media e dai social network, pongono con urgenza interrogativi complessi che vanno oltre il semplice fatto di cronaca. Quando un gesto di violenza efferata o una vendetta privata vengono ostentati, giustificati o perfino glorificati nello spazio pubblico, il pericolo non risiede unicamente nel danno immediato. L’effetto più insidioso si misura sul piano psicologico, evolutivo e sociale: il rischio concreto che una simile condotta assuma una funzione esemplare ed emulativa, trasformandosi in una “autorizzazione” collettiva a reintrodurre la legge del taglione nell’universo giovanile.

​Il Disagio Adolescenziale e l’Illusione della Vendetta
​L’adolescenza è per definizione una fase di transizione e ristrutturazione dell’identità, caratterizzata da un’elevata reattività emotiva, da una fisiologica immaturità dei meccanismi di autoregolazione corticale e da una marcata vulnerabilità all’influenza dei pari e dei modelli socioculturali. In questa prospettiva, quando gli adulti o i mezzi di informazione proiettano narrazioni in cui l’offesa viene riparata attraverso la prevaricazione diretta o l’occhio per occhio, viene meno il principio fondamentale della convivenza civile: la mediazione simbolica e la rinuncia alla violenza privata a favore della Giustizia. L’equazione “ho subito un torto, dunque ho il diritto di punire” trova fertile terreno nella mente adolescente, dove il confine tra il bisogno fisiologico di affermazione di sé e l’agito impulsivo è sottile. L’esposizione a gesti di estrema gravità rischia di sdoganare la giustizia fai-da-te come risposta legittima, desiderabile o persino “doverosa” di fronte a un’offesa subita o a una ferita narcisistica.

​Meccanismi Psicologici: Disimpegno Morale ed Emulazione
​Dal punto di vista clinico e forense, questo fenomeno si declina attraverso tre principali dinamiche psicopatologiche e relazionali:
​Modellamento ed Emulazione Sociale: Secondo la teoria dell’apprendimento sociale, l’osservazione di condotte violente — specie se correlate ad attenzione, potere o popolarità — porta i giovani a strutturare schemi comportamentali analoghi (Bandura, 1977).
​Disimpegno Morale: Dinamiche quali la deumanizzazione della vittima, la diffusione della responsabilità o la giustificazione morale permettono all’adolescente di svincolarsi dalle reazioni di colpa, normalizzando comportamenti che in contesti ordinari definirebbe inaccettabili (Bandura, 1991).
​Mancanza di Integrazione del Terzo (la Legge): Nella giustizia retributiva arcaica e nel “taglione”, il conflitto rimane incastrato in una dinamica binaria ed egocentrica (Offensore vs. Offeso). Viene a mancare la figura del “Terzo” — la legge, la comunità, la giustizia riparativa — capace di contenere l’angoscia, riparare il danno e ripristinare il patto sociale.​

Le Risposte del Sistema Educativo e della Giustizia Minorile
​Nel lavoro quotidiano di tutela dei minori e nei contesti socio-sanitari e giudiziari, emerge con chiarezza che la prevenzione della violenza non può passare solo attraverso la punizione a posteriori, ma richiede un profondo intervento educativo e riparativo.
​Per contrastare la deriva della giustizia fai-da-te e proteggere le nuove generazioni dall’illusione corrosiva della vendetta, occorre agire su tre direttrici fondamentali:
​Promozione dell’Alfabetizzazione Emotiva e della Gestione del Conflitto: Insegnare ai ragazzi a riconoscere, tollerare e verbalizzare le frustrazioni, la rabbia e il senso di ingiustizia senza tradurle in condotte aggressive.
​Promozione della Giustizia Riparativa (Restorative Justice): Sostituire la logica della punizione speculare e del taglione con percorsi che mettano al centro l’ascolto della vittima, la presa di coscienza delle conseguenze del proprio agito e la riqualificazione del legame sociale interrotto (Zehr, 2002).
​Presidio dell’Adulto Educatore: La famiglia, la scuola e le istituzioni devono recuperare la propria funzione di contenimento e guida, offrendo confini chiari e rifiutando categoricamente qualsiasi forma di legittimazione o tolleranza verso l’esercizio arbitrario della forza.
​Solo attraverso un’alleanza sistemica tra Servizi Sociali, Scuola e Istituzioni Giudiziarie Minorili sarà possibile riaffermare il valore della norma condivisa, sottraendo i nostri giovani al baratro della violenza reattiva e restitutiva.

​Bibliografia di Riferimento
​Bandura, A. (1977). Social Learning Theory. Englewood Cliffs, NJ: Prentice-Hall. (Trad. it.: Teoria dell’apprendimento sociale. Milano: FrancoAngeli).
​Bandura, A. (1991). Social cognitive theory of moral thought and action. In W. M. Kurtines & J. L. Gewirtz (Eds.), Handbook of moral behavior and development (Vol. 1, pp. 45-103). Hillsdale, NJ: Erlbaum.
​Bandura, A. (2016). Moral Disengagement: How People Do Harm and Live with Themselves. New York: Worth Publishers. (Trad. it.: Disimpegno morale. Come facciamo del male mantenendo la coscienza pulita. Milano: Raffaello Cortina Editore, 2017).
​Berti, C. C., & Monacelli, N. (2014). Psicologia della devianza e della criminalità. Roma: Carocci Editore.
​Fonzi, A. (A cura di) (1998). Il bullismo in Italia. Teorie e strategie di intervento. Firenze: Giunti.
​Gatti, U. (2009). Criminologia e devianza giovanile. Milano: FrancoAngeli.
​Maggiolini, A., & Pietropolli Charmet, G. (2004). Manuale di psicologia dell’adolescenza: compiti evolutivi e clinica. Milano: FrancoAngeli.
​Pietropolli Charmet, G. (2014). I nuovi adolescenti. Padri e madri di fronte a una sfida. Milano: Raffaello Cortina Editore.
​Zehr, H. (2002). The Little Book of Restorative Justice. Intercourse, PA: Good Books. (Trad. it.: Cambiare lenti. Restorative justice: un nuovo sguardo su crimine e giustizia. Milano: Unicopli, 2008).

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