IL BENESSERE DEGLI ADOLESCENTI: I GIOVANI DI OGGI NON SONO IL PROBLEMA, SONO LA SOLUZIONE

L’adolescenza, periodo di transizione tra l’infanzia e l’età adulta, è delineata dall’Oms quale una fase dello sviluppo che comprende i giovani dall’’età di 10 anni fino ai 19.

Essa rappresenta un momento di grandi sconvolgimenti ormonali, fisici, cognitivi, emotivi e sociali, e, proprio in questo periodo della vita, per ragazzi e ragazze è fondamentale essere parte di un gruppo e dunque sostenere la maggior parte delle scelte e delle tendenze che “il gruppo” impone e che assume.

La messa in atto di comportamenti a rischio in questa fase della crescita rappresenta principalmente un tentativo di andare contro le regole e staccarsi da quei modelli imposti dagli adulti. Tutto questo per ricercare una propria autonomia e identità.

Nell’adolescenza, i giovani, acquisendo la capacità del ragionamento ipotetico-deduttivo, diventano in grado di comprendere la relatività dei giudizi, dei punti di vista, di ragionare su semplici ipotesi. Nasce la capacità di critica rivolta verso gli adulti, ma anche nei confronti di se stessi.

A questo sviluppo dei processi cognitivi, che permette ai ragazzi una notevole capacità di riflessione, si accompagna però una grande instabilità affettiva e una tendenza provocatoria nei confronti degli adulti di riferimento.

I compiti evolutivi degli adolescenti inoltre, possono determinare la predisposizione dei soggetti all’attuazione di comportamenti a rischio.

Più specificatamente tali obiettivi si concretizzano nel bisogno di sperimentare nuove sensazioni e ricerca di autoaffermazione ed autonomia, attraverso una condizione di sfida nei confronti degli adulti fino alla tendenza verso la trasgressione delle regole.

Bere, fumare, drogarsi è segno, per tanti di loro, di omologazione sociale e anche social, visto che spesso queste attività vengono condivise nei profili social per testimoniare ciò che è stato fatto, alla ricerca di approvazione e riconoscimento.

Per tale ragione dunque è fondamentale la presenza dei genitori o comunque degli adulti di riferimento, in grado di accompagnarli in questa fase delicata di crescita.

Questo perché rivestono un ruolo fondamentale in termini preventivi e contenitivi.

Prima di tutto è importante che costituiscano un modello positivo per i loro figli. Per questi ultimi, infatti, l’apprendimento indiretto, attraverso i gesti e i comportamenti, vale più di tante parole ed è il più efficace in termini di messaggio educazionale.

E’ quindi importante da parte dei genitori avviare e mantenere costante un buon canale di comunicazione e dialogo.

Nel caso specifico è fondamentale riportare ai figli esempi concreti, ossia situazioni realmente accadute che si sono verificate dannose.

Tutto questo però sempre nel rispetto e nell’ascolto dei bisogni dei figli in relazione alla loro età.

E’ importante che il genitore mantenga il proprio ruolo educativo delineando delle regole. I ragazzi hanno bisogno di limiti, anche se poi tendono a metterli in discussione e, se si riesce ad instaurare una relazione basata sul dialogo e l’ascolto, e non solo sui divieti, sarà più facile porre delle regole chiare, che siano condivise con i figli.

In questo modo i ragazzi saranno più portati ad accettare e a seguire le raccomandazioni genitoriali, fino a sviluppare il bisogno di percepire di contare su queste figure di riferimento, insieme alla consapevolezza di poter essere accolti in caso di necessità o di ascolto.

È fondamentale dunque da parte degli adulti trasmettere la propria costante presenza e disponibilità, verso qualsiasi esperienza i giovani possano compiere in questo stadio del loro sviluppo di vita.

L’OMS evidenzia che promuovere il benessere adolescenziale significa offrire agli adolescenti “supporto, fiducia, e risorse per realizzare il loro pieno potenziale”.

Dunque, non si tratta solo di evitare problemi, ma di attivare opportunità: i giovani possono contribuire con idee, energie, partecipazione civica, competenze digitali e culturali al cambiamento della società.

In altre parole se la società investe in loro, nel contesto famiglia-scuola-comunità, gli adolescenti possono diventare parte della soluzione.

Le ricerche scientifiche mostrano che, per un maggior benessere percepito dagli adolescenti, concorrono molteplici fattori: fattori psicologici interni, fattori familiari, fattori sociali-relazionali, fattori ambientali e comportamentali.

Per quanto riguarda i fattori psicologici interni, si sono rivelati predittori di un buon livello di benessere, la capacità di riconoscere e gestire le emozioni. Uno studio su adolescenti italiani, invece, ha messo in risalto il ruolo di un alto livello di autostima e autoefficacia percepita per il benessere dei giovani.

Da un punto di vista familiare, sicuramente gli studi mettono in luce come la soddisfazione rispetto ai rapporti in famiglia, una buona stabilità e supporto familiare costituiscono tutti elementi che favoriscono il benessere.

Infine, è necessario considerare anche le abitudini di vita e il contesto scolastico. Inoltre, i giovani che praticano maggiore attività fisica, minore sedentarietà, sane abitudini alimentari, buone ore di sonno, possono sperimentare e percepire un miglior stato di salute.

Spesso gli adulti, nei confronti degli adolescenti, come accennato prima, hanno un atteggiamento e una visione negativa. Secondo una rilevante indagine, viene confermato che molti genitori considerano l’uso dei social media e della tecnologia uno dei motivi principali per cui essere adolescente oggi è più difficile rispetto a 20 anni fa.

In uno studio qualitativo in Norvegia gli adulti più anziani hanno espresso preoccupazione per il fatto che gli adolescenti oggi – secondo la loro percezione – siano “più protetti” ma meno abituati a costruire resilienza, e che le strutture sociali (famiglia estesa, vita comunitaria più attiva) siano indebolite.

Questa percezione è accompagnata da timori sul fatto che relazioni faccia-a-faccia e tempo di qualità in famiglia siano ridotti, a favore di relazioni mediati da schermo e social media. Gli adulti segnalano anche che i giovani devono affrontare aspettative altissime su rendimento scolastico, attività extracurriculari, futuro professionale e tutto ciò può contribuire a farli sentire sopraffatti.

Per cui ci chiediamo, alla luce di tutto ciò, cosa possono fare gli adulti per aiutare gli adolescenti di oggi a stare meglio?

In particolare è importante creare un ambiente protettivo e nutriente per la crescita. Gli adolescenti, come affermato in precedenza, beneficiano molte di relazione primarie positive, con adulti che mostrino interesse autentico, ascolto e sostegno.

Un buon supporto positivo degli adulti aiuta i giovani anche nello sviluppo della propria identità.

Gli adolescenti vanno sostenuti nel prendere decisioni, risolvere problemi, partecipare attivamente: non solo di essere protetti ma, principalmente di essere protagonisti.

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